La straordinaria impresa di Folco e Aldo – Libro tattile

“La straordinaria impresa di Folco e Aldo” è un libro inclusivo sperimentale che l’Associazione Italia Langobardorum ha progettato in collaborazione con il Servizio Educativo del Museo Nazionale Romano per la realizzazione di Atipiche edizioni.

Un racconto che coinvolge attraverso lo storytelling e che presenta diversi livelli di accessibilità in un unico supporto: testi ad alta leggibilità ed in comunicazione aumentativa alternativa, trascrizioni in braille e immagini tattili.

Il volume con rilegatura “alla bodoniana” in ecopelle è accompagnato da uno zaino, che contiene diversi strumenti, realizzati all’interno dei laboratori di falegnameria della Casa di Reclusione di Maiano di Spoleto, coordinati dall’architetto e scenografo Giorgio Flamini.

Il racconto tattile, accompagnato dall’utilizzo degli oggetti e dagli abiti ispirati alla cultura longobarda, coinvolge in modo ludico ed il corpo intero, aumentando la partecipazione emotiva e consentendo uno stimolo multimodale in grado di rafforzare l’esperienza conoscitiva dello straordinario popolo longobardo e delle sue imprese.

Reperti

1 - Spatha

Brescia, Museo di S. Giulia

La spatha è una lunga spada a due tagli utilizzata dai guerrieri longobardi. Più era rifinita, maggiore era il rango del proprietario. L’esemplare è una spatha in ferro del periodo compreso tra il 580 e il 650 d.C., ed è stato rinvenuto a Brescia, sul colle Cidneo presso San Pietro in Oliveto, durante gli scavi del 1886.

2 - Scramasax

Cividale, Museo archeologico nazionale

Lo scramasax è un’arma corta molto maneggevole ad un solo taglio. L’esemplare, in ferro forgiato e modellato mediante martellatura, sul codolo conserva residui del legno dell’impugnatura. L’arma è datata tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII e proviene dalla necropoli di Santo Stefano (tomba 18).

3 - Pettine

Cividale, Museo archeologico nazionale

I pettini venivano usati sia dagli uomini che dalle donne, infatti spesso si trovano nei corredi funerari di tombe di entrambi i sessi, principamente in osso. Questo esemplare ad un filare di denti in osso tagliato, levigato e inciso è decorato a punzone con borchiette in bronzo ed è databile alla fine del VI secolo.
E’ stato rinvenuto a Cividale, presso la necropoli di San Mauro (tomba 30).

4 - Crocetta aurea

Benevento, Museo del Sannio

Si tratta di una croce in lamina d’oro tagliata in forma di croce greca. Spesso questo genere di oggetti si trovano nelle tombe, a testimonianza della conversione al cattolicesimo della civiltà longobarda venuta in contatto con quella mediterranea. La decorazione a sbalzo è impressa con un modano recante la decorazione costituita da una girandola di serpentelli racchiusa entro un disco delimitato da due circonferenze: una a linea continua, l’altra formata da una sequenza di puntini. E’ datata al primo quarto del VII secolo ed è stata rinvenuta a Benevento, presso la necropoli di località Pezza Piana.

5 - Collana

Spoleto, Museo del Ducato

Le collane erano uno status symbol per le nobili donne longobarde. Questo esemplare possiede dei pendenti in lamina d’oro e dei vaghi in pasta vitrea, caratteristiche tipiche dell’ornamento delle donne più ricche; è databile tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII ed è stato rinvenuto in una tomba a Nocera Umbra, presso la Tomba 69.

6 - Fibula

Brescia, Museo di S. Giulia

Le fibule erano spille utilizzate per fermare i vestiti. Spesso erano lavorate a tal punto da diventare capolavori di oreficeria. Questa fibula in bronzo è databile al VI/VII secolo d.C. ed è stata rivenuta nel 1906 a Brescia, in località Corna, Darfo Boario Terme.

Alboino Primo vero Re dei Longobardi. Portò a compimento la migrazione dei Longobardi dalla Pannonia all’Italia. Arrivò in Italia nel 568 d.C. e dopo numerose battaglie stabilì la sua capitale a Pavia.
Fibula Oggetto utilizzato per fermare i vestiti, composto dalla spilla e dal corpo che la protegge e la maniene in posizione.
Fusione Tecnica di lavorazione del metallo per cui esso viene fuso e versato in stampi.
Incisione Tecnica di decorazione di una superficie con uno strumento appuntito.
Lamina Lastra di metallo di piccolo spessore
Longobardi L’origine del nome “Longobardi” viene dall’espressione “popolo dalle lunghe barbe”, poichè, come ci dice lo storico Paolo Diacono, essi erano soliti portare lunghe barbe incolte
Martellatura Tecnica di lavorazione del metallo a freddo che prevede il battere una lamina di metallo con un martello.
Sbalzo Tecnica di decorazione del metallo a rilievo mediante uno strumento che spinge la sottile lamina.
Scramasax Arma corta molto maneggevole ad un solo taglio.
Spatha Arma lunga a due tagli.

VOLTO DI FOLCO Caratteristiche del tipo longobardo.
PERCORSO DI MIGRAZIONE Passaggi e luoghi del potere in Italia
I LONGOBARDI E ARCHITETTURA L’architettura longobarda si distingue per il frequente recupero di materiali preesistenti, provenienti da edifici romani in rovina. Colonne e capitelli venivano riutilizzati all’interno di nuove costruzioni, sia per praticità che per richiamo simbolico. Il riuso, rifletteva il desiderio di collegarsi alla tradizione romana.
I LONGOBARDI E L’ORO L’oro aveva un grande valore per i Longobardi, sia economico che simbolico. Oltre che per le monete, veniva usato per realizzare gioielli, fibule e crocette, spesso decorati con pietre e motivi incisi. Questi oggetti non erano solo ornamenti, ma segni di potere, identità e protezione spirituale.
LA TECNICA E LA DECORAZIONE Il rilievo a sbalzo, qui realizzato su carta, rappresenta l’ingrandimento di una girandola di serpentelli. Questa tecnica, utilizzata per decorare le crocette auree, veniva impiegata dai fabbri longobardi che, martellando la lamina di metallo dall’interno, facevano emergere le forme in rilievo sul lato visibile.
I LONGOBARDI E LA NATURA I Longobardi vivevano a stretto contatto con la natura, che influenzava usi, tradizioni e credenze. Foreste e fiumi non erano solo risorse, ma anche luoghi sacri, abitati da spiriti e divinità. Animali e piante comparivano spesso nei loro ornamenti, come simboli di forza e protezione.

Alboino
Primo vero Re dei Longobardi. Portò a compimento la migrazione dei Longobardi dalla Pannonia all’Italia. Arrivò in Italia nel 568 d.C. e dopo numerose battaglie stabilì la sua capitale a Pavia.

Fibula
Oggetto utilizzato per fermare i vestiti, composto dalla spilla e dal corpo che la protegge e la maniene in posizione.

Fusione
Tecnica di lavorazione del metallo per cui esso viene fuso e versato in stampi.

Incisione
Tecnica di decorazione di una superficie con uno strumento appuntito.

Lamina
Lastra di metallo di piccolo spessore

Longobardi
L’origine del nome “Longobardi” viene dall’espressione “popolo dalle lunghe barbe”, poichè, come ci dice lo storico Paolo Diacono, essi erano soliti portare lunghe barbe incolte

Martellatura
Tecnica di lavorazione del metallo a freddo che prevede il battere una lamina di metallo con un martello.

Sbalzo
Tecnica di decorazione del metallo a rilievo mediante uno strumento che spinge la sottile lamina.

Scramasax
Arma corta molto maneggevole ad un solo taglio.

Spatha
Arma lunga a due tagli.

VOLTO DI FOLCO
Caratteristiche del tipo longobardo.

PERCORSO DI MIGRAZIONE
Passaggi e luoghi del potere in Italia

I LONGOBARDI E ARCHITETTURA
L’architettura longobarda si distingue per il frequente recupero di materiali preesistenti, provenienti da edifici romani in rovina. Colonne e capitelli venivano riutilizzati all’interno di nuove costruzioni, sia per praticità che per richiamo simbolico. Il riuso, rifletteva il desiderio di collegarsi alla tradizione romana.

I LONGOBARDI E L’ORO
L’oro aveva un grande valore per i Longobardi, sia economico che simbolico. Oltre che per le monete, veniva usato per realizzare gioielli, fibule e crocette, spesso decorati con pietre e motivi incisi. Questi oggetti non erano solo ornamenti, ma segni di potere, identità e protezione spirituale.

LA TECNICA E LA DECORAZIONE
Il rilievo a sbalzo, qui realizzato su carta, rappresenta l’ingrandimento di una girandola di serpentelli. Questa tecnica, utilizzata per decorare le crocette auree, veniva impiegata dai fabbri longobardi che, martellando la lamina di metallo dall’interno, facevano emergere le forme in rilievo sul lato visibile.

I LONGOBARDI E LA NATURA
I Longobardi vivevano a stretto contatto con la natura, che influenzava usi, tradizioni e credenze. Foreste e fiumi non erano solo risorse, ma anche luoghi sacri, abitati da spiriti e divinità. Animali e piante comparivano spesso nei loro ornamenti, come simboli di forza e protezione.