1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

Scultura

 

Nei monumenti del sito UNESCO si sono conservati alcuni esemplari di decorazione scultorea longobarda.
Si tratta prevalentemente di arredi liturgici (amboni, altari, recinti presbiteriali, fonti battesimali) o di elementi architettonici di diversa funzione.
Come per il resto della decorazione degli edifici (pittura e stucco), anche nelle parti scultoree (pietra e terracotta) è evidente l'integrazione dei diversi linguaggi che i Longobardi hanno saputo rielaborare e sviluppare in maniera del tutto originale.
Il bagaglio figurativo che hanno portato con loro nel lungo viaggio compiuto dal nord e dal centro Europa, sino ad allora declinato unicamente su oggetti in metallo di piccole dimensioni (fibule, foderi e pugnali, umboni di scudo, ornamenti di cintura) viene in Italia utilizzato anche su superfici in pietra, ampie e ben visibili.
La loro tradizione viene rielaborata con l'integrazione dei nuovi linguaggi figurativi nei quali si imbattono i Longobardi quando oltrepassano le Alpi, e cioè il linguaggio di tradizione ellenistico- romana e quello bizantino.
Molto spesso utilizzano come supporto scultoreo, oltre ai calcari locali, anche i marmi bianchi antichi, relitti degli edifici classici in rovina.
I motivi decorativi, dapprima limitati ad un repertorio di tipo geometrico, naturalistico e zoomorfo di fantasia, si arricchiscono di elementi figurati quali figure umane e animali (pavone, colomba, cervo) sino ad allora mai riprodotti.
Anche la conversione dei Longobardi al cristianesimo ha contributo ad arricchire il loro repertorio figurativo con immagini simboliche che alludono ai valori della religione e al rituale (grappolo d'uva, foglie di vite, croci). 
Oltre agli arredi mobili, la scultura longobarda si estende anche alle superfici esterne degli edifici (si vedano ad esempio il Tempietto di Campello sul Clitunno e la basilica di San Salvatore di Spoleto), replicando motivi figurati e ornamentali tra loro coordinati, talvolta elemento di raccordo tra gli spolia di reimpiego e i pezzi appositamente realizzati, ad imitazione ed emulazione di quelli antichi.